1° ROMA Tango Festival

FRANCO FINOCCHIARO
Musicista di jazz con una lunghissima esperienza sia concertistica che discografica e preziose collaborazioni con artisti storici quali Lee Konitz, Chet Baker, Barney Kessel, Tony Scott, e tutti i principali artisti italiani, partecipando ai maggiori festivaldirezione_frame_franco_finocchiaro_01.jpg (8902 byte) nazionali e a diverse rassegne internazionali, suonando in Argentina, Uruguay, Francia, Portogallo, Spagna, Germania, Austria, Svizzera, Libano, Etiopia, Tunisia,..
Si è avvicinato al tango nel 1995 essendo tra i fondatori di Tangoseis. Con questo gruppo si è esibito e si esibisce in tutto il mondo, nelle più prestigiose sale da concerto ed in importanti teatri come si può leggere dal curriculum di seguito pubblicato.
Dal 1997 ha fatto parte del gruppo di tango italo-argentino Nuevos Aires, con cui ha tra l'altro vinto un premio indetto dalla rete televisiva Argentina ATC, Canal 7, suonando in vari luoghi in Argentina , tra cui il mitico Cafè Tortoni ed il Club del Vino, il più celebre locale di oggi a Buenos Aires. Con Nuevo Aires ha inciso il cd Buenos Tangos. Ha scritto per diversi anni sul quotidiano Il Manifesto e su riviste musicali quali Ritmo e Spettacoli a Milano. Inoltre è autore dei testi di diversi spettacoli di teatro musicale quali Il romanzo di uno sguardo e, inerenti al tango, Milonga Sentimental e Gardel Clips. Nell'agosto del 2004 ha presentato al Festival del Tango di Catania Vivir Abrazados, pubblicato per le Edizioni Greco, il libro di cui è coautore con Evangelina Tribolo e Luis Castro.
Alla fine del 2004 ha fondato Flores del alma, trio che si dedica al repertorio del tango ballabile.
Prossimamente un suo saggio sarà pubblicato sulla seconda edizione del libro Tangologia pubblicato dalle Edizioni Sigillo.


TANGOPOIESIS

testo di Franco Finocchiaro
regia ed adattamento di Nicola Alcozer
con:
Nicola Alcozer , attore
Doris Jung, ballerina
Giò Sottana, ballerina
Gianluca Di Maulo, ballerino

Trio Flores del Alma:
Piercarlo Sacco, violino
Giorgio Marega, pianoforte
Franco Finocchiaro, contrabbasso

Andrea Marconcini, tecnico luci e audio

L’articolazione della pièce prevede i monologhi recitati da Nicola Alcozer, alternarsi o sovrapporsi agli struggenti tanghi interpretati dal Trio Flores del Alma - con Franco Finocchiaro al contrabbasso, Piercarlo Sacco al violino e Giorgio Marea al pianoforte – mentre, i numeri di ballo sono affidati a Doris Jung, Giò Sottana e Gianluca Di Maulo.
Il tessuto della sceneggiatura teatrale non costituisce una trama omogenea bensì un mosaico dove tutte le tessere hanno quale trait-d’union il tango, nella triade di discipline con cui questa forma d’arte popolare si esprime: il ballo, la musica e la poesia.
Lo spettacolo risulta una creazione originale, proprio perchè questi tre elementi sono coinvolti in una interazione teatrale dove è sovvertita la classica struttura dello show di tango, in cui è il ballo ad assumere il ruolo centrale, utilizzando la musica al suo servizio, ma soprattutto trascurando la poesia.
Proprio per questo la scelta dei ballerini si è orientata a formare un cast selezionato nell’ambito sociale, quello delle milonghe dove oggi alcuni frequentatori possono vantare un eccellente livello di ballo improvvisato, meno acrobatico di quello coreografato dai grandi maestri, ma più schiettamente spontaneo.
L’estetica di questa immediatezza e la sua nobiltà popolare, risultano essere i preziosi elementi di coerenza che inseriscono a tutto tondo il ballo all’interno della poetica a cui fa riferimento il lavoro teatrale: raccontare storie, evocare situazioni, vivere emozioni attraverso la suggestione della musica e la verità della parola poetica.
Parola che viene presa nei diversi monologhi da una eterogenea galleria di protagonisti, tra cui un grande poeta italiano che all’inizio del ‘900 ha viaggiato verso il “dolce illusorio sud”, un pubblicitario che si è trasformato in un maestro di tango in Europa, un ammiratore parigino di Gardel, un puttaniere dei nostri giorni, il conduttore di una trasmissione radiofonica sul tango, l’ultimo uomo di una poetessa suicida, un vigliacco negli anni della dittatura…
Alcune drammatiche, altre malinconiche, altre ancora grottesche, le loro storie si sviluppano in una sequenza che non si svolge né in una precisa unità spaziale, né una consequenziale cronologia temporale.
Parallelamente, i tre ballerini sono invece coinvolti in una vicenda che avviene in una milonga, e che ha un suo inizio, un suo svolgimento ed un suo finale.
Epilogo che risulta essere il momento di congiunzione nel tempo e nello spazio, tra le molteplici storie raccontate con la parola e la storia stilizzata attraverso il ballo.
Siamo all’ultimo monologo dell’atto unico, dove la parola è lasciata allo scetticismo di un nottambulo che assiste alla disperazione del ballerino abbandonato. Come ad ogni alba il suo impero sta per svanire insieme alla teoria di illusioni che lo hanno sostenuto: “l’alba non perdona”.

TangoPoiesis è stato presentato di recente

allo Spazio Zazie dall’1 al 4 dicembre 2005 di Via Lomazzo 11, Milano - Tel.02 38537852 www.SpazioZazie.it

ed alla Comuna Baires dal 7 al 9 aprile 2006 di Via Parenzo 7, 20143 Milano - tel. 0289121317

TANGO SEIS

~~~ www.TangoSeis.com

Il Teatro General San Martin di Buenos Aires, la Orchard Hall di Tokio, il Teatro Seisa di Puerto Alegre, il Concertgebow di Amsterdam, la Koncerthaus di Vienna, il Palacio de la Musica di Barcellona, il Teatro Lacabittus di Atene, il Teatro Le Cirque Royal di Bruxelles, il Teatro du Beausorbe di Losanna, tantissimi teatri tedeschi (Colonia, Essen, Hannover, Bremen, Dussendorf, Monaco, Berlino, Bonn, Darmstadt, Dortmund, Konstanz, Wiesbaden…) e di altri paesi europei; il Teatro Filarmonico di Verona, il Teatro Bellini di Catania, il Teatro Goldoni di Venezia, il Teatro Sistina di Roma, il Teatro Augusteo di Napoli, il Teatro Team di Bari, il Teatro Duse di Bologna, il Nuovo Teatro Comunale di Bolzano, il Teatro Verdi di Gorizia, il Teatro Modena di Genova, l’Auditorium del Lingotto di Torino, il Teatro Petrarca di Arezzo, il Teatro Massimo di Pescara, il Teatro Greco di Taormina…..quasi tutti i teatri milanesi, dal Teatro Smeraldo al Teatro Manzoni, dal Teatro Giorgio Sthreler al Teatro Lirico… ma anche Festival internazionali di importanza assoluta come Umbria Jazz 2004, l’International Summer Festival di Lijubliana (SLO), la Temporada Alta di Girona (ES), il Festival Teatri d’Europa del Piccolo Teatro di Milano, Festival Musica del nostro tempo di Palermo…e diversi festival di tango dal Tango Festival di Wupperthal (D) al Tour in Tango organizzato dal Teatro Regio di Torino, fino al Libertango Festival di Sassari in cui è stato protagonista di tutte le serate: tutto questo è solo parte dell’attività che Tangoseis ha accumulato in dieci anni di produzioni musicali, con centinaia di spettacoli diversificati, dal concerto dedicato alla musica di Piazzolla, al Peter Uncino realizzato con la Fondazione dell’Arena di Verona, il Teatro dell’Archivolto di Genova, la musica di Marco Tutino ed il testo di Michele Serra; dalla lunga e prestigiosa collaborazione con Milva, alla produzione di ben tre versioni dell’operita Maria de Buenos Aires di Astor Piazzolla e Horacio Ferrer, con la partecipazione del grande cantante di tango Josè Angel Trelles; dalla collaborazione con una vedette internazionale del jazz quale è Paolo Fresu alla realizzazione di un lavoro di teatro musicale intitolato Gardel Clips e alle puntate nel tango tradizionale culminate nell’incontro musicale con il grande bandoneonista Roberto Alvarez per una serie di concerti, uno dei quali al Festival Millennium Tango di Torino. A questo si aggiungono collaborazioni con celebri Istituti quali il Mozarteum Argentino, il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro Filodrammatici di Milano Il Conservatorio di Adria, la Academy of Arts di Roma, la Fondazione Toscana Musica & Arte, la Società del Quartetto di Bergamo, e tra le altre anche la Fondazione Cineteca Italiana che ha prodotto il cortometraggio intitolato Tanguedia in cui il regista Paolo Lipari intervista il gruppo e lo riprende nel back stage e durante le repliche d’esordio dello spettacolo Tangasos. Questo spettacolo, l’ultima novità creata nel 2004 con i ballerini Luis Castro e Claudia Mendoza, la cantante Paola Fernandez Dell’Erba ed il regista Ida Kuniaki, è stato in cartellone per due settimane al Teatro Filodrammatici con altrettanti tutto esaurito ed una replica straordinaria. La discografia di Tangoseis conta quattro lavori, il primo pubblicato nel 1997 intitolato “Loco yo loco vos”, quindi Hotel Astor nel 2000, con la partecipazione di Milva ed una vendita record che ha superato le 10.000 copie; Entre Bires y Harlem in cui compaiono tra le altre alcune interpretazioni della musica di Duke Ellington; infine “Pasion A.S.” di recentissima pubblicazione e dedicato alla figura della poetessa argentina Alfonsina Storni.
L’anno del decennale, inizia con una partecipazione alla popolarissima trasmissione televisiva “Zelig Circus” e continua con una turnèee spagnola che tra l’altro vedrà il gruppo ospite di due sale prestigiosissime:Il Palacio Municipal del Congreso di Madrid e Il Palacio de la Musica Di Barcellona.
Il complesso è formato da Gilberto Pereyra (bandoneón), Mauro Rossi (violino), Mauro De Federicis (chitarra), Vicky Schaetzinger (pianoforte), Franco Finocchiaro (contrabbasso, composizione).

TangoSeis


Trio FLORES DEL ALMA

Non è semplice trovare musicisti di tango che abbiano il piacere di suonare per il ballo, ossia di preparare arrangiamenti ballabili che siano invitanti per i frequentatori di una milonga.
In questo quadro, FLORES DEL ALMA si schiera tra quella piccola minoranza che invece ama farlo, anzi l'idea fondante che ha riunito i suoi tre componenti, due dei quali amano anche ballare (altra rarità tra i musicisti), è proprio quella di costruire un repertorio che renda piacevole il ballo.
Questo repertorio è una sorta di piccola storia del tango che dalle pagine dei primi novecento (El entrerriano, El Choclo...) arriva alla grande epoca degli anni quaranta con i grandi temi di Di Sarli, Troilo, Pugliese...
La formazione composta da una solidissima base ritmica, pianoforte-contrabbasso, e dalla liricità melodica del violino ha una struttura analoga ad alcuni tra i trii più convincenti dal punto di vista artistico che si trovano sulle scene di Buenos Aires, dimostrando che si può eseguite un tango che abbia forza, tenerezza, malinconia ed a volta la gioiosa procacità della milonga, anche se il suo strumento principe , il bandoneón, non è sulla scena. A dire il vero, ad un certo punto il bandoneón compare come un personaggio invitato per una testimonianza, per far sentire la sua voce inconfondibile. E' un tocco di classe che rende ancor più convincente la prova di questo trio che ha scelto come nome il titolo di un celebre vals che rimanda all'anima ed ai suoi fiori. E di tutti e tre i protagonisti quello che emerge è esattamente il fiore della loro anima, da cui non si emanano profumi ma suoni. A partire dallo strumento solista suonato da Daniele Parziani, che trae dal suo violino un suono caldo come il suo temperamento e purissimo come il candore di un giglio; passando per Giorgio Marega, pianista e bandoneonista, sicuro nel compas, nelle armonie e nel coordinamento delle parti musicali con una schiettezza di sentimenti dalla spontanea naturalità di un fiore di campo; finendo con Franco Finocchiaro conosciutissimo leader dei Tangoseis, che suona il contrabbasso come se danzasse, esprimendo una passione viscerale che sa diventare spina quando il suo strumento si trasforma in percussione o petalo di rosa se è suonato dolcemente con l'arco.
Il tutto con una padronanza del linguaggio tanguero che sa creare un'atmosfera che mi hanno fatto ritornare con il pensiero a quelle favolose mille e una notte in cui la mia vita si è ritrovata in una milonga di Buenos Aires.

Enrique Garcia Ramirez

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